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Contrastare lo Spreco Alimentare

Il fenomeno dello spreco alimentare è uno dei più gravi e dannosi per la Terra. Genera povertà, disuguaglianze, compromette la biodiversità ed è una delle maggiori fonti di emissione di CO2 in atmosfera. Il cibo prodotto ma non consumato utilizza 1,4 miliardi di ettari di campi, che rappresentano quasi il 30% dei terreni agricoli nel mondo.

Secondo la FAO ,ogni anno un terzo della produzione mondiale di cibo si perde o si spreca lungo la filiera alimentare. Solo in Italia, lo spreco alimentare in un anno ci costa poco meno di 10 miliardi. Per contrastare questo fenomeno, in provincia di Pavia è nato il progetto RISE (Recupero - Innovazione - Sostenibilità - Economia circolare), portato avanti da due cooperative del territorio in collaborazione con altri enti non profit e con la Fondazione Romagnosi. Il progetto punta a contrastare lo spreco alimentare proprio nelle fasi iniziali della filiera agroalimentare, ha ottenuto un finanziamento dalla Regione Lombardia e la rete che lo ha ideato e si è impegnata a realizzarlo entro la fine del corrente anno.

Capofila è la Cooperativa Sociale 381 di Voghera, affiancata dalla Cooperativa Sociale Balancin di Pavia. Le azioni si stanno sviluppando proprio nei territori compresi fra Pavia e Voghera, dove il problema è particolarmente acuto: mancano infatti politiche locali del cibo istituzionali e strutturate.

Le indagini merceologiche – spiegano i promotori – indicano che i cibi più sprecati risultano essere i prodotti freschi, in particolare frutta e verdura. Progetto RISE vuole agire proprio in questo settore, importantissimo in un territorio a vocazione agricola come la provincia di Pavia.

Nel concreto, cooperativa 381 – che è impresa sociale agricola, produce ortaggi e inserisce al lavoro persone fragili – recupera una serie di prodotti agricoli da diverse aziende agricole produttrici, scartati per le più svariate ragioni, dall'eccedenza di produzione (es. un raccolto di pomodori in eccesso rispetto la quantità che le aziende agricole possono collocare sul mercato) al fatto che parecchi prodotti possono essere "difettosi" a causa di eventi atmosferici avversi, forma non adeguata, calibro non perfettamente corretto, ecc.

Coop. 381 recupera tutti questi prodotti destinati a diventare rifiuto agricolo e li va a stoccare in un magazzino. Da lì, parte la rigenerazione, o attraverso la donazione (Caritas e Comunità di Sant’Egidio le due istituzioni più attive dal lato dei beneficiari) o attraverso la commercializzazione. Qui entra in campo cooperativa Balancin – anch’essa coop. sociale di tipo B che si occupa di catering, banqueting e confezionamento e commercializzazione di prodotti alimentari.

Coop. Balancin raccoglie i prodotti agricoli di scarto ma anche tutti quelli che non riesce a vendere in prima istanza e li va a rigenerare attraverso prodotti di "secondo livello" certificati dal marchio IO ERO, un primo risultato concreto del progetto RISE. I prodotti a marchio IO ERO certificano una filiera che combatte concretamente il fenomeno dello spreco alimentare.

Le produzioni IO ERO permettono a una mela bruttina, ma ancora di ottimo gusto, di diventare una confezione di fragranti chips di mele essiccate, ottimo snack sano e leggero. Delle verdure "bio" fuori calibro o invendute possono trasformarsi in eccellente dado granulare, per brodi deliziosi e genuini. O ancora, arance biologiche dolcissime, ma con la buccia che porta i segni del vento o dell’acqua, possono cambiare forma e divenire una buonissima marmellata artigianale.

E tante altre storie di recupero agricolo e di nuova vita a tanti prodotti della terra. L’obiettivo finale, ambizioso ma considerato molto concreto, è distribuire oltre 4,5 tonnellate di frutta e ortaggi salvati dallo spreco a circa 1.000 nuclei familiari fragili, ma anche creare una un circuito di economia circolare che valorizzi gli scarti. A fine anno si chiuderà ma, già ora, il progetto – oltre al nuovo marchio IO ERO – ha generato due nuovi ingressi lavorativi, uno in coop. Balancin e uno in coop. 381.

Da parte sua, Fondazione Romagnosi sta accompagnando le azioni sviluppate in questi mesi con uno studio dei dati raccolti, utili perché potranno costituire un modello che potrà essere replicabile in altri territori.

Presso Hub Voghera in piazzetta Garibaldi 9 a Voghera il 04 novembre e 11 novembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30 si terrà un’esposizione di manufatti realizzati nell’ambito del progetto laboratorio di sartoria, attivo presso la Casa Circondariale di Voghera.

L’iniziativa nasce in collaborazione con l’Associazione di promozione sociale Sc’Art di Genova, realtà impegnata in favore della tutela dell’ambiente, nell’ambito della sensibilità civica contraria allo spreco e nell’organizzazione di attività formative, educative ed artistiche rivolte a persone in condizioni di fragilità socio economiche, quali, ad esempio, proprio le persone detenute.

L’obiettivo è quello di favorire l’apprendimento di capacità tecniche, promuovere il benessere e possibili occasioni di inclusione sociale, in una visione rispettosa dell’ambiente e dell’uomo.

Vengono recuperati e riciclati striscioni pubblicitari dismessi e la tela degli ombrelli rotti, che diventano fonte d’ispirazione con i loro segni, colori e forme, giungendo alla realizzazione di pezzi unici che vengono cuciti con cura e attenzione.

Tra le persone detenute è possibile individuarne diverse in possesso di vivaci risorse e buona disponibilità a mettere in discussione le scelte passate, attraverso un impegno concreto in attività socialmente rilevanti; offrire loro nuove possibilità di crescita personale equivale a "restituire" alla società persone arricchite e capaci ristabilire una condizione di sano equilibrio con la società civile.

Agricoltura, economia, sostenibilità e i cooking show con la Schita dell’Oltrepò

VOGHERA - Una giornata per riflettere con la comunità e proporre modelli di sviluppo sostenibile per l'economia resiliente di Voghera, dell'Oltrepò Pavese e del territorio. Il focus della seconda edizione della Festa del Ringraziamento di San Martino, in scena a Voghera domenica 13 novembre dalle 7.30 alle 13.30 nella centralissima piazza Duomo accanto ai contadini di Campagna Amica, sarà ancora l'agricoltura di filiera, argomento che in questa fase storica tanto piace agli italiani in cerca di prodotti in tavola che siano veicolo di qualità, valori, tracciabilità e identità.

Un evento organizzato da Hub Voghera e Cooperativa 381 reso possibile dal sostegno dell'Amministrazione Comunale di Voghera retta dal sindaco Paola Garlaschelli che, attraverso l'impegno dell'assessore al Commercio Maria Cristina Malvicini, intende rivalorizzare le tradizioni iriensi e dare impulso all'economia sostenibile e circolare.

Un'agricoltura familiare, sociale e contadina, il futuro dell'Oltrepò Pavese passa dalle Filiere Agroalimentari nel solco della Tradizione Contadina. Domenica 13 novembre vi aspettiamo in Piazza Duomo a Voghera. Durante tutta la mattina presso lo stand del Gruppo Alpini Voghera, preparazione, degustazione e vendita della Schita dell'Oltrepò Pavese e attività didattica per adulti e bambini "Impariamo a fare la Schita dell'Oltrepò Pavese Insieme".

Il Programma

Piazza Duomo, Voghera

ore 07.30 allestimento esposizione mezzi agricoli
ore 08.00 Mercato Agricolo di Campagna Amica e Mercato della Comunità Oltrepò Etico di Slow Food in Piazza Duomo.
ore 09.30 Inaugurazione con:
Paola Garlaschelli, Sindaco di Voghera
Simona Virgilio, Vice Sindaco di Voghera
Maria Cristina Malvicini, Assessore al Commercio del Comune di Voghera
Stefano Greppi, Presidente Coldiretti Pavia
Emilia Maini, Presidente Copagri Pavia
Carlo Emilio Zucchella, Presidente CIA Pavia
Marta Sempio, Presidente Confagricoltura Pavia
Giorgio Allegrini, Presidente Strada del Vino e dei Sapori dell'Oltrepò Pavese

Segue Benedizione dei Trattori e dei Mezzi Agricoli con Mons. Marco Daniele e Don Cristiano Grezzi

ore 10.00 Messa di ringraziamento in Duomo
ore 10.45 Filiere Agroalimentari opportunità per l'Oltrepò Pavese riflessioni con le mani in pastella:
Nell'Area Eventi, a cura del Gruppo Alpini di Voghera: Emanuele Bottiroli, Creativamente - Pavia uno TV e Lombardia 24 conduce un intervista con le mani in pastella a:

  1. La Schita dell'Oltrepò Pavese classica
    Cinzia Montagna, Giornalista e ideatrice del progetto La Schita dell'Oltrepò Pavese
    Alberto Bertuzzi Borgognoni, Mulini di Voghera S.p.A. Farina dell'Oltrepò Pavese
  2. La Schita dell'Oltrepò Pavese con il Salame di Varzi DOP
    Pier Luca Ambrosioni, Vice-presidente Consorzio Salame di Varzi e AD del Salumificio Vecchio Varzi
    Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia, Presidente della Comunità Montana e Sindaco di Varzi
  3. La Schita dell'Oltrepò Pavese con Crema di Peperone di Voghera
    Moreno Baggini, Voghera Solidale GRUP, Orti Sociali di Voghera e PepeVo (Peperone di Voghera)
    Gian Marco Centinaio, Vice Presidente del Senato della Repubblica, Senatore già Ministro al Turismo e Agricoltura del governo Conte e Sottosegretario di Stato nel governo Draghi al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
  4. La Schita dell'Oltrepò Pavese con la Crema di nocciole di Lu Monferrato
    Elisa Nervetti, Fiduciario Slow Food Oltrepò Pavese
    Michele F. Fontefrancesco, Ricercatore di antropologia culturale presso l'Università degli studi di Scienze Gastronomiche, con le creme spalmabili di CoriLu

Durante tutta la mattina presso lo stand del Gruppo Alpini Voghera preparazione, degustazione e vendita della Schita dell'Oltrepò Pavese e attività didattica per adulti e bambini "Impariamo a fare la Schita dell'Oltrepò Pavese Insieme".

Agricoltura Familiare, Sociale e Contadina, il Futuro dell'Oltrepò Pavese passa dalle Filiere Agroalimentari el solco della Tradizione Contadina

Davanti al Municipio:

Sul Sagrato del Duomo:

Davanti al sagrato:

In tutta la città:

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